DIETA CHETOGENICA: COS’È E COME FUNZIONA

La dieta chetogenica propone un regime alimentari molto stretto che, eliminando QUASI completamente ogni fonte di carboidrato, senza sgarrare nella maniera più assoluta, ribalta il funzionamento del metabolismo.

Questa dieta può infatti essere definita anche una dieta aglucidica, in quanto se solitamente la fonte energetica primaria per l’organismo è lo zucchero (quindi, i carboidrati), nel caso di questa dieta la fonte primaria è rappresentata dai grassi.

In questo modo si costringe l’organismo a cambiare “carburante” e usare i grassi come fonte di energia, permettendo così una perdita principalmente di adipe.

Si deve quindi avviare un processo di chetosi, che porta alla formazione di molecole chiamate corpi chetonici, ma è importante sottolineare che non si tratta di un regime semplice da seguire, in quanto, come specificato all’inizio, basta sgarrare anche di poco in termini di carboidrati per indurre l’organismo a bloccare la chetosi e a utilizzare di nuovo la sua fonte energetica preferita: gli zuccheri.

Chi ha seguito questa dieta dichiara di avere una grande energia una volta raggiunto lo stato di chetosi, ma i giorni che precedono questo evento possono essere caratterizzati a volte da mal di testa, nausea, stitichezza o elevata spossatezza.

Questa strategia alimentare viene utilizzata soprattutto in tre contesti:

  • Dimagrimento, anche per necessità preoperatorie
  • Terapia alimentare di certe patologie metaboliche come l’iperglicemia cronica,
  • Lipertrigliceridemia, l’ipertensione arteriosa e la sindrome metabolica
  • Riduzione dei sintomi associati all’epilessia infantile

Vista la natura forzativa per l’organismo di adattarsi a questo regime alimentare, la dieta chetogenica non deve mai essere gestita in autonomia del paziente, ma sempre sotto il costante controllo di uno specialista.

Perché ovviamente un percorso che presenta dei notevoli vantaggi nasconde sempre anche dei notevoli rischi.

È fondamentale che la dieta resti normoproteica e non diventi iperproteica, ed è molto importante valutare l’origine delle proteine ingerite, per non andare a sovraccaricare il lavoro di fegato e reni creando dei danni anche importanti e perenni. Inoltre, la dieta chetogenica dimagrante deve essere ipocalorica, mentre se utilizzata per altri scopi terapeutici può essere invece normocalorica o anche ipercalorica, dipende ovviamente dal motivo per cui è intraprese.

Si deve altresì tener conto dello stato di salute del paziente, valutando gli esami ematici ed eventuali approfondimenti diagnostici prima di essere intrapresa.

Infine, c’è da specificare che la chetosi può essere ottenuta sia utilizzando una selezione molto stringente di alimenti naturali, oppure avvalendosi di sostituti alimentari che si presentano sotto le forme più svariate, dai classici “bibitoni” a soluzioni molto più innovative ed elaborate, ma anche decisamente più appaganti, che permettono di percorrere questo cammino senza sentirsi davvero a dieta.

Ma la cosa più importante, da tenere sempre a mente, è che per ottenere davvero un risultato e mantenerlo nel tempo, è fondamentale e necessario riabituare poi il nostro corpo a ingerire e utilizzare i carboidrati in maniera funzionale, attraverso una fase di “transizione”, che deve essere personalizzata e gestita dallo specialista con cui avrete intrapreso questo percorso.

 

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