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Cicatrici e fisioterapia

Quando la cute o i tessuti più profondi subiscono una lesione, si va ad innescare un processo di riparazione che va a riunire i tessuti e a riempire eventuali spazi vuoti con il tessuto connettivo. Esso è fibroso ed elastico, ma nelle cicatrici, questo tessuto perde elasticità.

Esistono diversi tipi di cicatrizzazione:

  • Cheloide: esso si forma quando si sviluppa una iper-stimolazione e il tessuto di riempimento deborda dalla cicatrice.
  • Ipertrofica: queste cicatrici si formano dopo un processo di guarigione meccanicamente stressato. Si formano più comunemente nelle ferite legate alle articolazioni.
  • Atrofica: compaiono in soggetti anemici, astenici e in altre condizioni patologiche e presentano un tessuto cicatriziale insufficiente che, in certi casi, può causare la riapertura di ferite apparentemente rimarginate, sono leggermente avvallate a causa di una mancanza di collagene.
  • Retraente: è caratterizzata da una retrazione cutanea con riduzione della superficie e ha come sede tipica le aree articolari sottoposte a flessione o estensione. Essa provoca un deficit funzionale soprattutto quando interessa regioni come il collo, l’arto superiore, la mano e l’arto

La cicatrizzazione si sviluppa in 4 fasi. Nella prima, l’emostasi, avviene l’arresto dell’emorragia attraverso fenomeni di attivazione e aggregazione piastrinica; nella seconda, infiammatoria, vengono circoscritti ed eliminati eventualmente agenti patogeni presenti nella ferita; nella terza, riparativa, il coagulo temporaneo formatosi durante la fase dell’emostasi viene sostituito con il tessuto fibroso più resistente; nella quarta, la fase di maturazione, la ferita inizialmente rossa e gonfia viene ricoperta da una cicatrice fibrosa, solida, chiara e robusta.

Oggi le cicatrici vengono associate esclusivamente alla concezione estetica e all’impatto psicologico che ne deriva e spesso volte viene tralasciato il dolore o le conseguenze che possono provocare.

È proprio per questo che la fisioterapia è fondamentale. Il trattamento fisioterapico è, infatti, in grado di ridurre le tensioni meccaniche che posso interferire il processo di riparazione, garantendo così la mobilità tissutale, ed evitare complicazioni e sindromi dolorose.

Una cicatrice può formare delle aderenze con il tessuto sottostante e quindi, diventa un vero problema per il sistema nervoso centrale. I meccanocettori presenti lungo l’epidermide trasmettono informazioni continue sull’anomalo stato di tensione o dolore proveniente da quella zona al SNC, il quale attua meccanismi compensativi insiti nel suo codice genetico. In queste fasi delicate, si assumono posture scorrette, di compenso, per non provare dolore, in risposta allo stato di tensione. La postura viene influenzata, come è stato spesso evidenziato, da molteplici fattori, che vanno a completare il benessere psico-fisico dell’individuo.

La valutazione della cicatrice è visiva e manuale. Altrettanto importante è la valutazione della qualità dei movimenti del distretto corporeo dove è presente la cicatrice e delle zone anatomicamente correlate. Può accadere che il tessuto cicatriziale vada a bloccare nelle sue fibre anche terminazioni nervose che possono così generare dolori e tensioni a distanza dalla cicatrice. Vengono spesso impiegate tecniche manuali, massaggio connettivale o terapie strumentali. La pelle è un vero e proprio tessuto vivo e attraverso il trattamento può recuperare l’elasticità e la funzione, stimolando la produzione di collagene, eliminando le aderenze e i di conseguenza il dolore.

 

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