Il piede piatto

Il piede è un organo fondamentale per il nostro corpo, le funzioni che svolge sono sia meccaniche che sensitive e la sua struttura è strettamente collegata alla necessità di adempiere a queste funzioni nel modo più efficiente possibile.

Un piede definito ‘piatto’ è un piede che si allontana dalla struttura anatomicamente più efficiente mostrando un abbassamento dell’arco plantare, quella parte centrare e mediale del piede che stando in piedi non dovrebbe toccare il terreno, formando appunto un ‘arco’; questo abbassamento si accompagna frequentemente alla tendenza della caviglia al ‘valgismo’ cioè a uno scivolamento verso l’interno e verso il basso, come se il malleolo interno ( la protuberanza ossea che si osserva poco sopra il tallone) tendesse a scendere verso il terreno.

Questa conformazione del piede è osservabile in tutti i bambini fino circa agli 8 anni di età, la creazione dell’arco plantare è infatti una risposta adattiva del corpo che, stimolato dal cammino, rinforza la propria struttura muscolare e tendinea e la rende più adatta ad assorbire gli impatti e a sfruttare le leve muscolari come propulsori per l’avanzamento.

Questo normale sviluppo può non presentarsi in alcuni soggetti, esiste una componente ereditaria che può predisporre al piede piatto, ma frequentemente la causa si può ricercare in motivi di origine ambientale, come una insufficiente stimolazione del piede o l’utilizzo di calzature inadatte o ancora un eccesso di peso come nel caso di soggetti obesi.

Il piede piatto può anche presentarsi in età adulta come conseguenza di traumi di piede o della caviglia o, più raramente, conseguentemente a patologie neurologiche, artrosiche o reumatiche.

Ciò che accomuna la maggior parte dei soggetti con piede piatto è una scarsa capacità di controllo del piede e della caviglia dovuta a una mancanza di forza dei muscoli della gamba e del piede stesso, oltre a una mancanza di ‘sensibilità’ del piede; bisogna infatti ricordare che una delle sue funzioni principali è quella di raccogliere informazioni riguardanti il terreno e la sua conformazione e di inviarle al cervello in modo da predisporre una risposta posturale corretta di tutto il corpo.

A tal proposito è importante fare presente che, anche se il piede piatto può presentarsi in forma del tutto asintomatica, l’alterato schema del passo che ne deriva può, nel tempo, avere delle ripercussioni a livello delle ginocchia e delle anche portando a sintomatologie dolorose e allo sviluppo di artrosi.

Nella maggior parte dei casi si presenta invece con dolore, tipicamente nella zona dell’avampiede ma anche sulla fascia plantare, tallone, decorso del tendine del tibiale posteriore, tendine d’Achille e nel tempo può predisporre all’avanzare di altre patologie come l’alluce rigido o l’alluce valgo.

Sia che si presenti in giovane età sia che si manifesti nell’adulto è possibile trattare il piede piatto e cercare di restituirgli la sua normale funzionalità.

Spesso sono consigliati dei plantari per riportare il piede nel suo corretto assetto, e possono effettivamente essere di grande aiuto nelle situazioni di forte infiammazione per dare sollievo al piede, ma di fatto è come se si puntellasse una struttura che tende al crollo dando un sostegno esterno ma non risolvendo il problema di base.

Un buon approccio al problema è invece quello di aiutare il piede a ricostruirsi una valida struttura portante, puntando sul rinforzo muscolare e sulla presa di coscienza del proprio schema del passo, un percorso sicuramente più impegnativo ma che può dare una soluzione duratura nel tempo e che prevenga l’insorgenza di ulteriori patologie.

Le abitudini di vita ma soprattutto le calzature scelte posso avere un grosso impatto sul benessere del piede che troppo spesso nella vita di tutti i giorni è costretto in scarpe strette, troppo alte o troppo basse, senza avere la possibilità di avere un contatto diretto col terreno, di poter sviluppare e godere della propria sensibilità, di poter camminare scalzo e percepire il proprio appoggio.

Ogni piede ha una storia a sé, il nostro corpo si adatta in molti modi diversi alle richieste che gli vengono fatte e per questo, anche se quella del piede piatto è una problematica molto diffusa nella popolazione, non esistono delle soluzioni standard adatte a tutti.  È importante che ogni paziente sia valutato da personale specializzato che possa indicargli la strada migliore per risolvere il problema o comunque per raggiungere gli obiettivi prefissati.

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Un ringraziamento per questo articolo alla Dott.ssa Antonella Agnusdei (Fisioterapista).

Se volete approfondire l’argomento, contattateci al 3472473475.

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