La lombalgia

La lombalgia è una piaga che affligge anche il nostro tempo, nonostante a differenza dei nostri nonni facciamo meno lavori “di fatica”.

Non conta l’età, purtroppo la vita spesso sedentaria, e scorrette abitudini di vita fan sì che troviamo tra i nostri pazienti anche persone molto giovani.

Come per tante altre patologie, si è creato un mondo di credenze intorno al “mal di schiena” che spesso aumenta la percezione di ansia, dolore, disabilità, riposo non necessario.

La lombalgia può essere dolorosa ma:

  • Non è un disturbo grave
  • Non necessariamente peggiorerà
  • Non è sempre associata a un danno tessutale
  • Non è indispensabile avere degli esami strumentali, per comprenderne la natura, peraltro nella peggiore delle ipotesi radiografiche il trattamento non differisce di molto da quello che faremmo comunque
  • Un po’ di dolore durante l’esercizio fisico non significa necessariamente che stiamo danneggiando delle strutture
  • Le posture non hanno l’impatto che si crede, molto dipende dall’avere o meno un buon tono muscolare dei paravertebrali (la schiena senza muscoli non sta su)
  • Gli addominali forti sono sopravvalutati, non hanno affatto la funzione che gli si attribuiva in passato, meglio avere un Core ben sviluppato nella sua totalità
  • Se la lombalgia recidiva più e più volte non significa in automatico peggioramento dello stato dei tessuti, ci sono molte variabili da valutare
  • La terapia farmacologica è sovente fallimentare proprio perché se c’è una causa meccanica, essa si ripresenterà fino a che non l’avremo individuata e debellata

Quindi escludendo le cosiddette “red flag” (bandiere rosse) sulla cui presenza ogni fisioterapista è sempre vigile, non ci resta che:

  • Cercare di non iper medicalizzarci sia per quanto riguarda i farmaci, sia per quanto riguarda il chiedere esami diagnostici, che solo raramente (e si capisce bene quando servono realmente) sono davvero utili ai fini terapeutici.
  • Curare bene una lombalgia, in modo attivo, con poco lettino e molti esercizi fa sì che il paziente diventi autonomo nella gestione dei primi sintomi quando riappariranno, senza finire in fasi dolorosamente acute
  • Ricordare che spesso la lombalgia invecchiando si stabilizza, non peggiora affatto, anzi scompare
  • Il pensiero negativo, la sfiducia, la paura del movimento sono associate al dolore persistente più del danno tissutale.
  • Ricordare che il movimento, esercizi graduali e movimenti in tutte le direzioni sono sicuri e benefici per la colonna vertebrale, le posture da seduti, in piedi e nel sollevamento dei pesi non predicono la lombalgia e la persistenza dei sintomi.
  • Imparare a fare del movimento il nostro alleato, non temere i movimenti di qualunque tipo siano, non temere i carichi, perché la causa della lombalgia non risiede in loro.

Tutti i clinici dovrebbero includere questi concetti nella gestione della lombalgia.

 

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