La tallonite

Con il termine Tallonite si indica una sintomatologia dolorosa localizzata sul retropiede, sul punto di contatto del tallone col terreno. Può essere una conseguenza di diverse patologie, quindi è indispensabile un’accurata valutazione specialistica al fine di ottenere una buona diagnosi differenziale. Tra le cause più frequenti elenchiamo:

Una infiammazione della fascia plantare che, stendendosi dal calcagno (l’osso presente all’interno del tallone) alla base delle dita, può soffrire di un eccessivo stress meccanico provocando dolore nella sua sede di origine.

La presenza di speroni calcaneari. Altra causa frequente di tallonite, questa escrescenza ossea che si viene a creare sotto il calcagno va a sfregare sui tessuti limitrofi infiammandoli.

L’assottigliamento del cuscinetto adiposo che si viene a trovare sotto il calcagno (chiamato fat pad). Tale riduzione può far mancare il supporto necessario al piede per scaricare le forze nella fase di appoggio, provocando dolore.

Patologie artrosiche o reumatiche. Possono alterare il profilo osseo del calcagno portando a edema.

–  Eccessivo peso corporeo, alterazioni della postura o microtraumi ripetuti nel tempo come quelli provocati da alcuni sport di corsa o salto. Tutte queste circostanze possono portare a dolore da sovraccarico.

Una tallonite, al di là dell’ampio ventaglio di motivazioni per cui può insorgere, presenta di norma questo quadro sintomatologico:

Dolore piuttosto acuto, più forte al mattino, che peggiora con il cammino o con sollecitazioni dirette sul tallone (a volte anche indirette, è possibile avere dolore anche camminando sulle punte a causa della sollecitazione sul tendine d’Achille). Migliora con il riposo.

A tal proposito bisogna tenere presente che le calzature sono importanti, se molto basse aumentano la pressione esercitata sul retropiede, se troppo alte la aumentano sull’avampiede. Un piccolo rialzo morbido sotto il tallone allevia di norma la sintomatologia aiutando a assorbire meglio gli impatti durante il cammino.

Come in tutte le patologie infiammatorie è importante limitare il dolore nella fase acuta, sia per evitare lo sviluppo di compensi nel cammino, con l’assunzione di posture antalgiche ma scorrette, sia per evitare che cronicizzi, cosa che renderebbe il disturbo ancora più difficile da curare. Un dolore che persiste molto a lungo, infatti, sensibilizza a livello periferico i tessuti e a livello centrale addirittura modifica quella mappa percettiva che il nostro cervello crea delle varie parti del corpo.

Capire quale delle tante cause porti alla tallonite è fondamentale per poter risolvere il problema, abbiamo molte armi a nostra disposizione, sotto forma di elettromedicali e di terapia manuale e riabilitativa, ma ognuna di queste risulterà efficace solo nel caso agisca sulla giusta causa.

 

Un ringraziamento per questo articolo alla Dott.ssa Antonella Agnusdei (Fisioterapista).

Se volete approfondire l’argomento, contattateci al 3472473475.

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