La distorsione di caviglia

Indipendentemente dall’età la distorsione di caviglia è uno dei traumi osteoarticolari fra i più comuni. É facile da capirne il perché.

Tre, infatti, sono gli elementi principali che intervengono e sono tutti legati all’anatomia della caviglia:

  • Quest’ultima è una struttura con un’alta mobilità, è in grado di fare movimenti su tutti i piani, frontali e laterali, e questo, quindi, già la rende piuttosto instabile.
  • L’alto carico che deve sopportare. La caviglia è il terminale di tutto il nostro corpo, quindi è quella che porta il peso della sua totalità, soprattutto in alcune situazioni.
  • La perdita di stabilità, tuttavia, può diventare letale, vincolando molto pesantemente l’articolazione.

C’è poca sensibilità alla prevenzione degli sport più a rischio. La distorsione di caviglia ha un’alta incidenza negli sport da corsa come l’atletica, il calcio, il rugby, il basket e il baseball. Eppure, il più a rischio è il tennis dove si eseguono molti cambi di direzione e molti scatti. Ovviamente non è lo sport in sé a essere pericoloso, ma il fatto che molto spesso quando lo si pratica, ci si preoccupa del gesto atletico e quasi mai di rinforzare le strutture principali che ci servono per eseguire lo stesso, quindi non si allena la stabilità alla propriocezione, all’equilibrio, la potenza elastica del tendine, creando comunque la possibilità di arrivare più facilmente alle distorsioni.

L’aspetto positivo è che molto spesso si tratta di un trauma leggero, mentre nelle situazioni più pesanti la situazione cambia parecchio. Abbiamo visto che statisticamente chi si è distorto in modo serio una caviglia, in qualunque momento della propria vita, sicuramente indipendentemente da come è stato curato ha una grandissima facilità alla recidiva. Ci sono vari tipi e vari gradi di distorsione di caviglia. La valutazione viene fatta per imaging e test diagnostici.

I sintomi

Si va dal semplice gonfiore poiché si è creato movimento a livello della pinza malleolare con una distrazione di vasi e di strutture varie. In questo caso il gonfiore è il primo segno, poi segno di maggior gravità, oltre il gonfiore è la presenza di ematoma. Questo è indice di un tipo di distrazione un pochino più importante che causa una grossa difficoltà di movimento. Ovviamente il dolore è sempre presente, causa la pressione che si crea all’interno della caviglia. Esistono dei protocolli ben precisi per capire subito se c’è una frattura o se è un trauma che rientra nella sfera di quelli più consueti.

Come si procede

La prima cosa da fare quando si subisce una distorsione di caviglia è raggiungere un pronto soccorso per essere visitati da un ortopedico che mediante test clinici, esami radiologici come un RX, valuterà eventuali fratture e grado di distorsione. Appena si ridurrà il gonfiore, potrebbe essere utile fare una risonanza magnetica per vedere il comportamento dei vari tessuti molli e se vi siano stati strappi a livello del legamento.

Nella fase successiva alla diagnosi in pronto soccorso, si passa per diversi gradi. Quando si entra nello studio del fisioterapista per la prima volta, la priorità è quella di ridurre il gonfiore.

Per ridurre l’edema si usano normalmente dei protocolli con ghiaccio, con manipolazione e con il drenaggio linfatico periferico con l’arto in scarico.

Il secondo step è il recupero dell’articolarità tramite delle manipolazioni e delle manovre specifiche. Gradualmente seguirà il recupero della stabilità. Una volta recuperata l’articolarità, ci si può concentrare sulla stabilità dell’articolazione con degli esercizi di propriocezione. Questo è un lavoro vero e proprio di medical fitness. Si tratta di esercizi attivi tramite l’utilizzo di superfici instabili e tavolette.

 

 

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